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	<title>Salute pediatrica &#8211; Alessandra Di Domenico</title>
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	<description>Osteopata Teramo, Biologa Mosciano</description>
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	<title>Salute pediatrica &#8211; Alessandra Di Domenico</title>
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		<title>Bambini e sviluppo neuromotorio</title>
		<link>https://alessandradidomenico.it/bambini-e-sviluppo-neuromotorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Alessandra Di Domenico]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Apr 2022 15:22:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute pediatrica]]></category>
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<p>Quando parliamo di sviluppo del bambino esso va considerato come un&nbsp;<em><strong>processo relazionale e discontinuo.</strong></em></p>



<p>Questo perché lo sviluppo del nostro sistema nervoso è costantemente&nbsp;<em><strong>sostenuto da una spinta che deriva dalle sensazioni ed emozioni</strong>&nbsp;</em>che un dato comportamento o situazione genera in ognuno di noi, sia esso a derivazione da un feedback interno, sia esso proveniente da un feedback esterno. Si tratta di elementi che contribuiscono a&nbsp;<em><strong>dare forma all’esperienza del bambino</strong></em>. Feedback interni, legati alla sensazione del&nbsp;<em><strong>“come mi sento”</strong></em>&nbsp;(perché i bambini si sentono tanto quanto gli adulti) e feedback sensoriali esterni, sono in grado di strutturare comportamenti motori e non solo.</p>



<p>Fin dall’inizio lo sviluppo avviene in quanto parte di una&nbsp;<em><strong>relazione continua e stabile con i genitori e con l’ambiente circostante</strong></em>&nbsp;e il significato che assume per il bambino dipende anche dal modo in cui viene guardato, ascoltato, pensato e “sentito” da parte di chi lo accudisce.</p>



<p>In particolare,&nbsp;<em><strong>la comprensione dello sviluppo non si realizza misurando solo ed esclusivamente il raggiungimento delle “tappe”, ma va considerata nel contesto di una relazione di accudimento in cui la manifestazione della “tappa” è probabilmente l’effetto ultimo di integrazioni molto più complesse. &nbsp;</strong></em></p>



<p>Per esempio, a 7-8 mesi di vita il bambino aumenta la motricità e ciò comporta, spesso, maggiore emotività per lui, ma anche un cambiamento di ruolo per il genitore che dovrà svolgere un maggior controllo fisico e dell’ambiente nel quale il bambino si muove. Questo cambiamento suscita sentimenti misti di piacere per i suoi progressi e di ambivalenza verso la sua indipendenza, influenzando il modo in cui il genitore gestirà questi cambiamenti e quindi anche il comportamento stesso del bambino.</p>



<p>Lo sviluppo neuromotorio&nbsp;<em><strong>non segue una linea di sviluppo regolare</strong></em>, è discontinuo e avviene con scatti in avanti e pause. Questi scatti hanno un costo non solo per il bambino e possono essere accompagnati da fasi di disorganizzazione («Improvvisamente ha cominciato a piangere di più, a essere più irritabile») o anche da regressioni («Ha ricominciato a svegliarsi la notte»; «Non gioca più da solo»; «Non vuole più andare all’asilo»).&nbsp;<em><strong>Sono fasi normali</strong></em>,&nbsp;<em><strong>spesso dovute a momenti di particolare eccitazione per nuove esperienze e conquiste che il bambino sta facendo in altri campi</strong></em>&nbsp;(«Ha cominciato a camminare da solo»; «In pochi giorni ha aumentato tantissimo le parole che usa per parlare») e durano pochi giorni o settimane. I genitori possono sentirsi disorientati, temere che il bambino stia regredendo o di aver sbagliato qualcosa con lui.&nbsp;<em><strong>Bisogna in realtà stare tranquilli perché nella maggior parte dei casi sono più che fisiologici.</strong></em></p>



<p>Oltre che dalla maturazione del bambino questi squilibri transitori possono essere innescati da cambiamenti nel genitore o nella vita familiare. Ad esempio, una mamma che sta per rientrare al lavoro può provare un sentimento ambivalente verso l’allontanamento dal figlio, che può ripercuotersi in alcune routine di accudimento, come l’aumento del tempo dedicato a mettere il bambino a letto o la trasformazione del pasto in una battaglia. In entrambi i casi esiste un processo di influenza reciproca tra bambino e genitore, e in ogni fase dello sviluppo vanno considerate la prospettiva del bambino e quella del genitore.</p>



<p>Lo sviluppo del bambino, dunque, coinvolge molti aspetti altamente integrati tra loro.&nbsp;<em><strong>Le abilità motorie grossolane e fini, le abilità cognitive e sensoriali, il linguaggio, la vista, l’udito e le risposte agli stimoli interni ed esterni&nbsp;</strong><strong><em>r</em>appresentano la manifestazione della corretta integrazione di tutti gli stimoli e le esperienze che il bambino vive</strong></em>. In questa ottica, la conquista motoria, cognitiva, sensoriale e sociale, laddove non siano presenti delle atipicità, testimonia la perfetta integrazione del bambino con se stesso e con il mondo che lo circonda, un tandem armonico tra feedback interni e feedback esterni in grado di porre le basi a tutto lo sviluppo futuro.</p>
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		<title>Scoliosi: come e quando intervenire</title>
		<link>https://alessandradidomenico.it/scoliosi-come-e-quando-intervenire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Alessandra Di Domenico]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Dec 2020 15:13:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute pediatrica]]></category>
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					<description><![CDATA[Spesso i genitori sono i primi ad accorgersi che qualcosa nella schiena del proprio figlio o della propria figlia non va.. proviamo dunque a fare un po’ di chiarezza sull’argomento… Quali sono i campanelli che devono portare ad un approfondimento? La prima cosa alla quale si può fare attenzione è quando, in posizione eretta o [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Spesso i genitori sono i primi ad accorgersi che qualcosa nella schiena del proprio figlio o della propria figlia non va.. proviamo dunque a fare un po’ di chiarezza sull’argomento…</p>



<p><strong><em>Quali sono i campanelli che devono portare ad un approfondimento?</em></strong></p>



<p>La prima cosa alla quale si può fare attenzione è quando, in posizione eretta o seduta, uno o più elementi, sono presenti:</p>



<ul>
<li>inclinazione del collo e/o del busto rispetto alla parte inferiore del corpo</li>



<li>le spalle non si trovano alla stessa altezza</li>



<li>la posizione delle scapole non è uguale</li>



<li></li>



<li>i triangoli della taglia (spazio che si crea tra il fianco ed il braccio) non sono uguali</li>



<li>c’è inclinazione e/o la rotazione del bacino</li>



<li>l’atteggiamento e la posizione delle gambe e dei piedi sono asimmetriche</li>



<li>la presenza di gibbo (cioè della ‘gobbetta’ che si crea flettendo in avanti la schiena, che lo specialista valuterà con il test di Adams o bending test)</li>



<li>dolore (ma questo sintomo nei bambini compare molto raramente, è un sintomo proprio degli adulti)</li>
</ul>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright"><img decoding="async" src="https://www.osteopatadidomenico.it/wp-content/uploads/2020/12/foto-300x218.png" alt="" class="wp-image-1235"/></figure></div>


<p><strong><em>Perché è importante identificarla precocemente e tenerla sott’occhio?</em></strong></p>



<p>La scoliosi ha un carattere evolutivo, ciò vuol dire che “cresce” insieme al bambino/adolescente fino alla fine dello sviluppo. Intervenire precocemente può significare bloccarla o ridurla, evitando che diventi invalidante e pericolosa per la salute globale del soggetto.</p>



<p><strong><em>Chi fa questa valutazione?</em></strong></p>



<p>In linea di massima sono diverse le figure professionali in grado di riconoscere la patologia ma, sicuramente, il professionista più indicato è il Fisiatra che, rispetto all’alterazione presente, stilerà un piano di riabilitazione.</p>



<p><strong><em>Cosa valuterà lo specialista?</em></strong></p>



<p>Valuterà se si tratta di una scoliosi funzionale o strutturale&nbsp; (nel secondo caso, il grado di gravità, determinato dall’angolo di Cobb), la sede della scoliosi e il numero delle curve.</p>



<p>La&nbsp;<strong>scoliosi funzionale&nbsp;</strong>(o più comunemente noto come&nbsp;<strong><em>atteggiamento scoliotico</em></strong>) è caratterizzata da una modificazione&nbsp; non permanente della colonna collegata ad un’altra problematica che, se risolta, fa si che la colonna torni nella sua posizione originaria. Fanno parte di questa categorie le scoliosi antalgiche (cioè date da un dolore o da una infiammazione limitrofa), le scoliosi date da&nbsp; eterometria degli arti inferiori, le scoliosi date da torcicollo, da disturbo visivo..</p>



<p>Parleremo di&nbsp;<strong>scoliosi strutturale</strong>&nbsp;quando, la problematica, sarà prettamente a livello della colonna cioè, quando sarà presente, una deformazione morfologica tridimensionale, con conseguente deviazione permanete e laterale della colonna&nbsp; associata a rotazione vertebrale.</p>



<p>La deformità, può presentarsi con una o due curve principali (in base a questo dato avrà un nome diverso), ha una prevalenza nel sesso femminile con una media di 1:6 e l’esordio solitamente è intorno agli 8-10 anni (ATTENZIONE si parla di esordio non di diagnosi! Purtroppo non sempre le cose non coincidono).</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright"><img decoding="async" src="https://www.osteopatadidomenico.it/wp-content/uploads/2020/12/foto5-300x195.png" alt="" class="wp-image-1238"/></figure></div>


<p><strong><em>Come si fa la diagnosi?</em></strong></p>



<p>I metodi sono svariati ma una soluzione pratica e affidabile è la visione della classica RX in ortostatismo insieme ad una&nbsp; valutazione strutturale in statica (che è simile a quella descritta sopra ma fatta in maniera tecnica e quantificata) supportata dall’innovativo SISTEMA GOALS che permette di valutare come la scoliosi agisca nel sistema organizzativo della postura e quali compensi crea a livello globale.</p>



<p><strong><em>Cosa prevede il piano di riabilitazione e a quali figure rivolgersi?</em></strong></p>



<p><em>Scoliosi di grado lieve</em>&nbsp;(al di sotto dei 20 gradi Cobb): è previsto un monitoraggio periodico (solitamente semestrale) associato ad un lavoro personalizzato di ricondizionamento muscolare, Rieducazione Posturale&nbsp; Globale e/o terapia manuale (per migliorare le capacità neuro motorie, favorire un corretto atteggiamento posturale, l’equilibrio, la coordinazione e sopratutto per contenere il carattere evolutivo della patologia) solitamente affidato ad un fisioterapista specializzato. Può essere utile l’associazione ad intervento osteopatico che si occuperà di intervenire sul riequilibrio generale con lavoro principalmente craniale e viscerale.</p>



<p><em>Scoliosi di grado medio</em>&nbsp;(tra i 20 e i 40 gradi Cobb),oltre a quanto detto sopra, c’è l’indicazione di corsetto o busto ortopedico personalizzato.</p>



<p>Quando i gradi superano i 40 gradi si parla di&nbsp;<em>scoliosi grave</em>&nbsp;e, le linee guida, prevedono l’intervento chirurgico di correzione associato a riabilitazione pre e post operatoria sempre con presa in carico da parte di figure specializzate.</p>



<p>Non è da escludersi che, nel’ equipe, potrebbero aggiungersi figure come lo psicologo o il nutrizionista, l’ortottista o molte altre proprio perché, questa patologia, ha una risonanza globale sull’organismo (potrebbero essere compromesse anche l’attività cardiaca, il sistema respiratorio, il visivo..)</p>



<p><strong>Quali sono le cause?</strong></p>



<p>Spesso al termine scoliosi è associato il termine idiopatica, cioè con una origine sconosciuta, ma, come ormai noto in letteratura scientifica, possiamo trovare tanti collegamenti con:</p>



<ul>
<li>ereditarietà</li>



<li>torcicollo miogeno alla nascita</li>



<li>plagiocefalia non trattata</li>



<li>disturbi visivi</li>



<li>eterometria degli arti inferiori</li>



<li>chirurgia precoce in età pediatrica</li>



<li>malformazioni neonatali</li>



<li>malattie neuromuscolari (distrofia muscolare, Paralisi celebrali infantili, poliomielite)</li>



<li>lesioni traumatiche</li>



<li>infezioni</li>



<li>tumori</li>
</ul>



<p>Ovviamente, come già sottolineato, per ogni bambino/adolescente, deve essere fatta una valutazione ed un percorso riabilitativo assolutamente personalizzato nel quale, alla base, ci sia il rispetto della persona e del contesto in cui vive quindi, è bene ricordare che, bisogna affidarsi a personale altamente specializzato!</p>



<p><em>Articolo a cura della Dott.ssa Marzia Quatraccioni, Fisioterapista specializzata in TMPI ed RPG.</em></p>
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